Risposte
al questionario di autovalutazione
- Le zone ad incidenza
più elevata sono quelle sub-sahariane, con una mortalità nel Bulawayo di oltre
80 per 100.000. Seguono Cina e Giappone. I paesi mediterranei sono quelli
a maggiore incidenza in Europa ed in tutto il mondo occidentale. Risposta
esatta = C
- L'incidenza, anche se
i dati sono espressi in mortalità, è in marcato aumento, ed è passata in Italia
dal 10 per 100.000 al 18 per 100.000 nella popolazione maschile del Veneto
in 10 anni, con punte sino al 23/100.000. Alcuni ritengono peraltro che l'aumento
di mortalità sia dovuto, almeno in parte, ad una aumentata accuratezza diagnostica.
Risposta esatta = B
- Il fumo, anche se in
alcuni studi è stata descritta un associazione tra questo fattore e l'epatocarcinoma,
in particolare in Grecia, comunque, non è considerato un chiaro fattore di
rischio per l'HCC. Risposta esatta = D
- Attualmente nel mondo
occidentale tra il 60 e l'80% degli epatocarcinomi si sviluppano nel contesto
di un danno epatico cronico da virus C, in particolare in corso di cirrosi.
HBV ed aflatossine costituiscono ancora rilevanti fattori di rischio, in estremo
oriente ed in Africa. Risposta esatta = A
- L'aumento di rischio
attuale e quello che osserveremo probabilmente nel prossimo decennio è dovuto
ad un ondata epidemica di infezione da HCV avvenuta negli anni 50 e 60, da
utilizzo di materiali non a perdere come siringhe di vetro. Considerata la
lunghezza della storia naturale (vedi domanda 7) il picco di incidenza di
HCC deve infatti ancora avvenire. Risposta esatta =
C
- Mentre il sesso maschile
(rapporto M/F 3:1 - 4:1 in Italia), la presenza di cirrosi, fattore quasi
costantemente associato all'HCC e l'età avanzata sono fattori di rischio,
la dieta ricca di grassi, associata ad aumentato di rischio di cancro del
colon-retto, non è messa in correlazione con lo sviluppo di HCC. Risposta
esatta = C
- Il dato varia a seconda
degli studi ma in genere si considera che ci vogliano venti anni almeno per
lo sviluppo di cirrosi, e da quel momento il rischio di HCC è di meno del
5% per anno. Risposta esatta = D
- La percentuale di evoluzione
neoplastica per anno varia a seconda dell'etiologia della cirrosi, con i pazienti
con duplice infezione a registrare il tasso più elevato (5-6%) ma in media
si considera un tasso medio del 3% per anno. Risposta
esatta = B
- Le linee guida tracciate
dall'EASL (European Association for the Study of the Liver) a Barcellona nel
2005 riconoscono categorie di pazienti a rischio elevato o medio che devono
essere sottoposti a follow-up stretto e categorie di pazienti a rischio così
basso da non necessitare di follow-up. I pazienti con epatopatia da malattia
di Wilson non necessitano di sorveglianza, dato il basso rischio di evoluzione
neoplastica. Risposta esatta = D
- Nei paesi occidentali
la percentuale di HCC non associati a cirrosi non supera il 10%, a seconda
delle casistiche chirurgiche o internistiche ma si considera che globalmente
il dato sia intorno al 5%. Risposta esatta = B
- La sensibilità dell'alfafetoproteina
(AFP) nella diagnosi di HCC è relativamente bassa e non supera il 40-50% nel
totale. Se poi si considerano i piccoli tumori il dato è ancora inferiore.
Deve invece essere sottolineato come valori in continuo anche se modesto aumento
dell'HCC devono essere considerati un indice attendibile di un rischio di
HCC prossimi al 100%. Risposta esatta = B
- Nessun marcatore fornisce
un guadagno così chiaro rispetto all'AFP da suggerirne l'uso clinico routinario.
Risposta esatta = D.
- Non esiste accordo sul
dato, anche perché alcuni autori, probabilmente a torto continuano a dubitare
dell'efficacia dello screening. Le linee guida EASL, tuttavia, in associazione
a larga parte della letteratura puntano all'intervallo di 6 mesi. Risposta
esatta = B
- Recenti metanalisi sembrerebbero
indicare un netto guadagno, per quanto attiene allo sviluppo di HCC, nei pazienti
trattati con IFN rispetto ai non trattati. A loro volta i trattati che abbiano
presentato risposta biochimica e virologica sembrano essere maggiormente protetti
che i non responders, trattati, ma senza evidenza di risposta. Sono in corso
studi negli USA tesi a valutare il problema in modo prospettico. Risposta
esatta = C
- Il lento e progressivo
aumento di AFP, la comparsa di noduli all'ecografia, anche se istologicamente
negativi e la presenza di displasia epatocitaria alla biopsia sono tutti stati
indicati come chiari indicatori di aumentato rischio. Le gammaglobuline aumentate
non rappresentano un indicatore di HCC. Risposta esatta
= C
- Anche su questo punto
non esiste accordo globale. In generale è tuttavia evidente una tendenza a
ridurre l'aggressività in considerazione della adeguata sensibilità e specificità
della TAC spirale e del, seppure basso, rischio di inseminazione neoplastica.
In particolare la biopsia è indispensabile nei pazienti in cui non
vi sia un'indagine strumentale che possa chiarire la natura del nodulo e per
i noduli di <3 cm. Risposta esatta = C
- L'angiografia con lipiodol
era sino ad alcuni anni orsono il gold standard nello staging di HCC mentre
ora la TAC spirale è la metodica di stadiazione più adeguata.
Risposta esatta = B
- Diversi studi indicano
chiaramente che il massimo delle indicazioni viene fornito dal duplice controllo.
Questo tuttavia è difficoltoso e impossibile logisticamente in alcuni
casi. La microbiopsia è, quindi, la tacnica più indicata offrendo
maggior accuratezza rispetto alla citologia. Risposta
esatta = A
- Il TNM non è molto utilizzato
nella stadiazione dell'HCC, anche vista l'introduzione di una serie di inconvenienti
nel suo utilizzo in campo. Il sistema di Okuda, che prende in considerazione
stadio tumorale e la capacità funzionale è sta per lunghi anni la più utilizzata.
Attualmente si tende ad inserire nuovi fattori biologici come i livelli di
AFP o la presenza di scompenso della cirrosi, come sta facendo il gruppo CLIP,
Cancer of the Liver Italian Program, che ha già pubblicato una serie di dati.
É inoltre considerata la presenza di cirrosi e lo stato clinico globale
del paziente, nella classificazione del gruppo di Barcellona. Risposta
esatta = C
- Le metastasi sono molto
rare nell'HCC se si fa eccezione della situazione di post-chirurgia, nel qual
caso il rischio è massimo. Risposta esatta = D
- Le indicazioni corrette
sono quelle elencate nella risposta B. É assai difficile non candidare
a resezione un paziente con nodo singolo al lobo sinistro in Child A. Risposta
esatta = B
- La possibilità di trapiantare
effettivamente un paziente con HCC nei giorni scorsi sono assai basse in Italia
e la gestione della lista d'attesa è lunga. Detto questo il migliore candidato
(Mazzaferro, N.E.J.M, 2000) è quello indicato nella risposta
B.
- Le sopravvivenze a 5
anni sono le stesse e quello che pesa nella scelta è sostanzialmente che nel
gruppo operato si osserva una discreta percentuale di mortalità e morbilità
discrete dovuta alle complicanze precoci della chirurgia che nei trattamenti
loco-regionali sono meno frequenti. Risposta esatta
= C
- La percentuale di recidiva
nel paziente operato a distanza i 5 anni dall'intervento varia tra il 60 ed
il 100% a seconda degli studi, con valori medi intorno all'80% ed è ancora
una volta leggermente superiore a quella osservata nei trattamenti locoregionali.
Risposta esatta = C
- La termoablazione con
radiofreqenze è stata introdotta alla fine degli anni '90 ed oramai sono molti
i centri in Italia e all'estero che la eseguono; sono in corso di pubblicazione
numerosi studi che dimostrano un'efficacia lievemete superiore del trattamento
con RFA rispetto all'alcolizzazione, nonostante questo bisogna ricordare che
la RFA è gravata da complicanze un po' più importanti. Risposta
esatta = A
- Tutte le tre prime risposte
identificano il candidato al trattamento locoregionale percutaneo. Va tuttavia
detto che alcuni autori, grazie alla maggiore maneggevolezza delle radiofrequenze
trattata anche pazienti con grosse lesioni o con più di 3 nodi. Risposta
esatta = D
- Anche in questo caso
tutte e tre le prime risposte sono corrette. Deve essere in questo caso sottolineato
come alcuni autori, anche sulla base di alcuni studi prospettici pubblicati
con risultati deludenti, credono poco nell'efficacia dalla chemioembolizzazione.
Risposta esatta = D
- In parte si è risposto
già nella risposta precedente. Chi comunque continua a praticare il trattamento
con chemioembolizzazione ha abbandonato il trattamento a pioggia che induce
danno in tutto il fegato per concentrarsi sui trattamenti selettivi e superselettivi.
Risposta esatta = B
- Allo stato attuale non
esistono farmaci con efficacia comprovata nel trattamento dell'HCC avanzato.
Risposta esatta = D
- Esistono una serie di
parametri che hanno evidenziato una efficacia nel predire la prognosi del
paziente operato o no. Tra questi l'invasione vascolare e linfonodale, la
mutazione di p53, l'indice di citoproliferazione, i livelli di AFP. Risposta
esatta = D
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