Clinical
management of hepatocellular carcinoma
Barcellona,
15-17 Settembre 2000
Si è svolta dal 15 al 17
Settembre a Barcellona la Riunione Monotematica EASL sul carcinoma epatocellulare.
Come sempre, nel caso di queste riunioni monotematiche, non si sono ascoltate
novità drammatiche e l'attenzione e stata mirata a chiarire le controversie
sulla gestione. La sensazione è stata tuttavia che anche questo scopo non sia
stato raggiunto. L'ultima mattina dei lavori, la partecipazione alla quale era
ristretta ad un panel di esperti è stata comunque dedicata alla stesura di linee
guida che verranno in seguito pubblicate e che dovrebbero tener conto delle
opinioni emerse nei due giorni di discussione. Qui a seguito abbiamo brevemente
riassunto i punti emersi nei due giorni.
Epidemiologia
- 210.000 nuovi casi/anno
nel mondo di cui 12.000 nel Sud Europa.
- Picco in Europa tra
i 65 e 75 anni, picco in Cina tra i 40 e i 50.
- Rischio relativo per
HbsAg 11,.4, per HCV 23, per alcol 4,6.
- Lo studio dei marcatori
di secondo livello (HBV-DNA e HCV-RNA) aumenta la prevalenza d'infezione.
Storia naturale
- Tempo medio di evoluzione
ad HCC 28 anni da infezione HCV (15 -40 anni), con incidenza 2% per anno in
cirrosi HCV.
- Fattori di rischio sono
sesso (maschile), età, valori di Alfafetoproteina, diplasia epatocellulare,
presenza di macronoduli rigenerativi, iperproliferazione cellulare alla biopsia
su cirrosi, duplice infezione.
Marcatori
- Alfafetoproteina sensibilità
39-64%, specificità 76-91%.
- Alfafetoproteina legata
alle lectine, descarbossiprotrombina e alfafucosidasi allo stato attuale non
presentano caratteristiche tali da suggerire il loro uso in sostituzione all'alfafetoproteina.
Imaging
- Le indagini migliori
ad oggi sono TAC spirale bifasica, RMN dinamica con contrasto.
- Il lipiodol + TAC non
ha indicazioni ne nella diagnostica ne nello staging.
- Nessuna metodica presenta
il 100% di accuratezza nei nodi < 2 cm.
- Le nuove metodiche Ecografiche
(Pulse inversion) presentano risultati incoraggianti.
- SPECT ePET no n hanno
utilizzo clinico.
Biopsia
- Risultati migliori con
associazione microistologia+citologia.
- Rischio di seeding tumorale
0,003% (rischio maggiore in caso di utilizzo di aghi automatici a scatto),
rischio di mortalità 0,01%.
- Si fa in caso di: indicazioni
a metodiche terapeutiche aggressive (OLTx, resezione , anche Radiofrequenze
e TACE) e in tutti i casi non chiari; si discute molto tuttavia di diagnosi
"non invasiva".
Screening
- Pazienti ad alto rischio:
HBsAg+ ed antiHCV con cirrosi, HBsAg+ senza cirrosi nei pazienti orientali.
- Pazienti a rischio intermedio:
cirrosi da emocromatosi (forse alto rischio), deficit di alfa1antitripsina,
abuso alcolico, CBP.
- Pazienti a basso rischio
antiHCV+ o HBsAg+ precirrotici, epatite autoimmune con cirrrosi.
- Ecografia ogni 4-12
mesi (?), alfafetoproteina probabilmente inutile e da non utilizzarsi (?)
Storia naturale dopo
la diagnosi
- Pazienti con malattia
precoce sopravvivenza ad un anno 75%, 3 anni 50%.
- Pazienti con malattia
intermedia sopravvivenza ad un anno 50%, 3 anni 25%.
- Pazienti con malattia
avanzata sopravvivenza ad un anno 20%, 3 anni 0% (Child C, Okuda 3).
Resezione
- Deve essere fatta solo
da centri con esperienza chirurgica specifica.
- 45% di sopravvivenza
a 5 anni in media.
- 80% di recidive a 5
anni in media.
- Alfafetoproteina è un
fattore prognostico.
OLTx
- Risultati mediamente
appena inferiori a quelli del trapianto per patologia non neoplastica ( ma
i dati italiani AISF dicono il contrario).
- Criteri di Mazzaferro
per la selezione.
- Il trapianto da living
related donor è destinato a modificare il quadro generale dei criteri di selezione.
Chemioterapia adiuvante
o neoadiuvante
Non dati chiari sugli approcci
utilizzati che sono Interferone (dati discordanti), acido poliprenoico (un unico
studio), Lipiodol con Iodio radioattivo (2 studi), medicine tradizionali cinesi.
Valutazione dei trattamenti
locoregionali
- Tac spirale.
- (nei casi dubbi) RMN
dinamica.
- Ecografia con doppler
e mezzi di contrasto.
Alcolizzazione (PEI)
e Radiofrquenze (RFA)
- Sopravvivenza a 5 anni
nella PEI da usarsi oggi in noduli con approccio complesso o in zone epatiche
a rischio.
- RFA con perecntuale
di necrosi totale forse leggermente maggiore che nella PEI ma non ancora dati
confrontabili sulla sopravvivenza; effetti collaterali più frequenti e seri.
TACE/TAE (chemioembolizzazione
o embolizzazzione lipiodol mediata)
- Tutti gli studi randomizzati
prospettici eseguiti sinora non confermano la sua efficacia.
- I chirurghi sostengono
che riduce la massa tumorale.
- I presenti alla riunione
dicono che nonostante quanto confermato dal punto 1 usano la TACE e continueranno
ad usarla.
Trattamento ormonale
- L'efficacia del tamoxifene
in larghe casistiche è ormai esclusa, anche se ancora una volta molti dei
presenti lo usano e continueranno ad usarlo, molti riferiscono di aver osservato
risposte biologiche ed alcuni risposte oncologiche.
- L'utilizzo di antiandrogeni
non trova alcuna indicazione.
- I dati su altri antiestrogeni
(megestrolo) sono ancora preliminari.
Chemioterapia sistemica
o locoregionale
Non evidenza di efficacia
clinica
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